Se l’asino è l’unico innocente


Quando incroci qualcosa di bello è praticamente impossibile non parlarne. Si è talmente abituati alla routine quotidiana fatta di sveglie e treni in ritardo, problemi al lavoro, bisticci con l’INPS e cappuccini al bar sotto casa, che quando incroci qualcosa di bello è come un lampo negli occhi, un abbaglio da miraggio nel deserto. Il bello vero ormai è così inusuale che quando lo si incontra quasi non ci si crede e si resta stupiti; ed talmente bello che si vorrebbe ripetere quello scatto fotografico nella retina all’infinito. Questo momento di gioia pura è quello che ci è accaduto sabato scorso alla prima de “Processo per l’ombra di un asino”, dell’acutissimo e subdolamente ironico Friedrich Dürrenmatt, autore elvetico, ma che in realtà dovrebbe essere annoverato tra i patrimoni dell’umanità. L’autore ambienta l’assurda rivalità tra un altolocato dentista di nome Strutione e uno squattrinato asinaro, chiamato Antrace, nell’antica cittadina greca di Abdera. Causa del conflitto è l’imprudenza del dentista, che in una cocentissima giornata di sole si ripara incautamente all’ombra dell’asino preso in affitto. Ma l’asinaro gli ha affittato l’animale, non la sua ombra e ne richiede il dovuto pagamento, vedendosi rifiutato e insultato. A turno le due parti si arrogheranno il diritto di ragione prima davanti al giudice Filippide, unico cervello pensante in tutta la storia che tenterà di metter pace fra i querelanti; poi tramite gli avvocati del foro e i testimoni-sostenitori in un crescendo di ripicche, baratti, discussioni partitiche e segreti di Pulcinella.Il tutto ammantato da una decorosa quanto insincera indignazione. Avete un déjà-vu?

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Processo per l’ombra di un asino, 10 e 17 febbraio 2018

di Friedrich Dürrenmatt
Regia di Renzo Mariani
Compagnia Teatroindirigibile

Ad Abdera, una tranquilla città di provincia nell’antica Grecia, il dentista Strutione affitta un asino per un intervento urgente fuori città. Durante il viaggio sotto il sole cocente, Strutione decide di fare una sosta all’ombra dell’asino, ma nasce una discussione tra lui e l’asinaio Antrace, che sostiene che l’ombra dell’asino non sia compresa nell’affitto dell’animale e perciò vada pagata a parte. La contesa finisce in tribunale: il giudice è sul punto di convincerli a desistere, quand’ecco che s’intrufolano due avvocati… ed è la fine: il processo va avanti e il caso diventa in breve tempo un affare di stato dalle dimensioni e conseguenze inimmaginabili. Elegante e ironico fino all’assurdo, lo svizzero Friedrich Dürrenmatt parla del passato per parlare al presente con una commedia esilarante, mostrandoci l’essenza stessa della stupidità umana in una galleria di ritratti persino troppo realistici per non essere riconoscibili anche ai nostri giorni.

Prenotazioni a partire da: sabato 03 febbraio 2018

Be Blond, 13 e 20 gennaio 2018

di Yuri Maritan
Regia di Yuri Maritan
Compagnia Teatroindirigibile

Considerata dagli amici una ragazza superficiale e puerile perché trascorre le giornate in chiacchiere futili con le amiche e nello shopping compulsivo, la biondissima Elle Woods viene abbandonata anche dal fidanzato Warner che la considera troppo frivola e viziata. Dopo un’iniziale amarezza, Elle decide di seguire Warner all’Università di Harvard iscrivendosi a legge per dimostrargli di non essere solo una superficiale bionda. Superate le iniziali difficoltà, dimostrerà di essere una brillante studentessa e con la sua caparbietà arriverà a lavorare in uno studio legale, dimostrando a tutti che le bionde hanno una marcia in più. Be blonde è una commedia divertente, raccontata in modo molto frizzante e semplice, enfatizzato dall’entusiasmo della protagonista che nonostante le angherie rimane fedele a se stessa e al suo ottimismo. Il divertimento è assicurato, ma Be blonde è anche l’occasione per meditare sul potere deleterio degli stereotipi e sulla difficoltà del togliersi un’etichetta che gli altri talvolta ci appiccicano addosso.

Prenotazioni a partire da: sabato 06 gennaio 2018