Intervista al regista


a cura di Benedetta Scillone

Se c’è una cosa che amiamo fare a Teatroindirigibile sono gli esperimenti. Esperimenti con le persone, le tematiche, i generi teatrali, i coinvolgimenti emotivi di una parte; e lo spettacolo che andrà in scena sabato 24 novembre è uno di questi. La prima delle “Prime mogli”, testo ispirato al famosissimo film degli anni Novanta “Il club delle prime mogli”, si avvicina e siccome noi siamo molto pettegoli e non vogliamo aspettare il sabato, abbiamo deciso di curiosare dietro le quinte, avvicinando la figura misteriosa e plenipotenziaria del regista, Yuri Maritan, e di sottoporlo ad alcune domande e curiosità.

La prima delle “Prime mogli” si avvicina. Cosa ti ha spinto a scegliere questo testo e qual era la sfida più grande a inizio lavoro?
In compagnia abbiamo un numero consistente di donne e i testi teatrali adatti a un cast prettamente femminile non sono molti. Quindi mi sono guardato intorno e ho scelto di mettere mano a un film cult degli anni ‘90 dove le donne la fanno da padrona e riescono, quasi trent’anni dopo, a dire qualcosa di attuale e sempre valido.

È un testo con una maggioranza di personaggi femminili grintosi e di spessore. Come hai deciso di lavorare con le attrici? Che obiettivi hai dato loro?
Divertirsi è sempre la prima regola. Poi ho detto loro di tenere a mente il messaggio dietro al testo e…il resto lo hanno fatto a caso?
No scherzo. Lo hanno fatto seguendo l’istinto, qualche spunto dato dalla regia e grazie al rapporto che hanno costruito sul palco fra di loro.
Durante le prove qual è stata la scoperta più bella e quale la sfida più grande da affrontare?
Sicuramente costruire un legame e raggiungere una certa sintonia nel gruppo e col gruppo di attori. La scoperta più bella è stata ridere più di loro durante i vari mesi di prove. Magari sabato verrà uno schifo, ma io con loro mi sono divertito.
(Fuori onda: Ovviamente credo molto nei ragazzi del cast! OVVIAMENTE, non verrà male!)Che taglio registico hai voluto dare al testo, alla recitazione e all’impostazione generale?
Un taglio netto e pulito, come quello richiesto per una perfetta brunoise. Poi nulla… Ho capito che era meglio cambiare e siamo finiti a fare una bella macedonia con i frutti di stagione. D’altronde uno lavora anche nell’imprevisto, con quello che si trova per le mani.

E anche grazie all’imprevisto, ogni tanto, nascono idee geniali, aggiungiamo noi. Qualche curiosità o episodio divertente?
Abbiamo dovuto e dovremo ricorrere all’uso di parolacce, perciò posso solo dire che ognuno degli attori è stato protagonista di momenti davvero ilari.

Che ovviamente non si possono svelare.
Ah, la privacy.
E su questa nota di mistero lasciamo risuonare l’invito a Figino per sabato 24 novembre e sabato 1 dicembre per assistere a un’altra fantasia teatrale di quel calderone sobbollente e imprevedibile che è Teatroindirigibile.