La parola di Spoon River


a cura di Benedetta Scillone

La libertà più grande per una persona, per un teatrante, di qualsiasi età, è la possibilità di esprimersi incondizionatamente in gesti, silenzi e parole. Soprattutto parole.
Ma non è mai semplice; specialmente per un attore.
La parola di tutti i giorni, quella che usiamo a scuola, al lavoro o fra conoscenti non è mai quella che ci rispecchia interiormente e che ci arrovella la mente in profonde riflessioni.
La parola, quella vera, ha un peso, uno spessore e una fragilità d’intenti che richiedono particolare cura.
L’ironia non indica rispetto, così come un tono dolce non può essere sinonimo di sottomissione.

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La Recensione: “I pettegolezzi delle donne”, di Carlo Goldoni


a cura di Benedetta Scillone

 

Quando il pettegolezzo é di scena

Nel corso di quasi trent’anni non avremmo mai pensato di dover affrontare il dialetto veneziano, ma immaginiamo che nemmeno i ragazzi andati in scena sabato sera con l’opera di Goldoni se lo siano mai sognato: utilizzare nel 2016 il veneziano del Settecento, in piena terra comasca.

Facile, no?

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La Recensione: “Passione”


a cura di Benedetta Scillone

 

Ci sono sere in cui ringrazio di cuore di aver scovato il teatro di Figino Serenza una decina d’anni fa. Oh, preavviso lor signori che questa non sarà né una recensione né tanto meno una critica teatrale, bensì una storia.

Una di quelle che si amano ascoltare o leggere senza distrazioni.

Questa storia ha inizio tanti anni fa durante il boom economico della città di Torino e delle sue periferie, che si andavano popolando di dialetti, colori, odori in un incastro di età, speranze e disillusioni.

 

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