Intervista al regista


a cura di Yuri Maritan

 
Partiamo con domande semplici: nome, cognome, numero di conto corrente e codice del bancomat.
L’unica volta che ho perso il portafoglio sono risaliti ai miei dati in meno di un quarto d’ora, e vuotato il conto in un paio d’ore, quindi è superfluo comunicare questi dati.

Giusto. Il codice del bancomat lo abbiamo già da anni, inutile fingerci estranei ai fatti. Piuttosto parliamo di teatro. Agitati?
Assolutamente no. Le prove stanno filando lisce e frizzanti senza nessun intoppo, sono certo che il ritmo e la suspense faranno il loro effetto.

Come state gestendo l’ansia? Il regista usa metodi diversi da quelli degli attori? (Ricordo che siamo in fascia protetta e non possiamo inneggiare all’uso smodato di sostanze alcoliche)
Sai benissimo che col gruppo di attori che mi ritrovo, le pratiche di concentrazione e meditazione sono d’uso comune, a volte se la prova lo richiede formiamo un cerchio di riflessione post-prova, dove analizziamo profondamente gli errori fatti.

Come ci si sente ad andare in scena per primi? Ad aprire la stagione? Ce la si fa addosso nonostante una carriera registica che dura da quasi 5 lustri?
Non mi ricordo cosa sono i lustri e perché 5. Ma sempre ce la si fa addosso. L’importante che il pubblico non se ne accorga.

A proposito di longeva carriera registica, tu mi ricordi un po’ Madonna. Ne sei onorato?
Ti riferisci alla Madonna del parto di Piero della Francesca? Può essere.

La signora Ciccone ha speso innumerevoli anni della sua vita a trasformarsi per dare al pubblico qualcosa che non lo annoiasse mai. Dove trovate la fantasia per cavalcare con costanza quest’onda di creatività? (Ribadisco di essere in fascia sensibile)
Ah quella Madonna!  …………..

Data la precedente premessa circa la creatività, non è scontato dare al maggiordomo il ruolo di assassino?
Riguardo a questo, il testo lo ha scritto Tubero, si è un po’ banale, trito e ritrito, abbiamo tentato io e Normix portare delle variazioni, ma non c’è stato verso, e sai che per me la volontà dell’autore è sacra.

Potremmo poi aggiungere che si tratta di un titolo che subodora di fregatura. Sembra volerti spiattellare in faccia il finale, perciò è doveroso chiedere: è giusto pensare che non è tutto così scontato come sembra? È giusto pensare che tu ce la stia facendo sotto il naso?
Purtroppo no, l’assassino è proprio il maggiordomo, è tutto molto scontato, pur essendo un giallo, il colpevole viene svelato nei primi 5 minuti di spettacolo, però è divertente.

Il topo del teatro come sta?
Bene grazie.

Ora che abbiamo allarmato il pubblico in sala, usa solo 10 parole per convincerci a venire a vedere questo spettacolo. Via!
Ma!  Speriamo.  Chissà. Mmmm. Teniamo duro. Dai. Stringiamo le chiappe. = 10