La Recensione: “Atti unici” di Campanile


a cura di Francesca Perissinotto

 

Nessuna messa in scena poteva rappresentare meglio l’apertura della rassegna curata da Teatroindirigibile rispetto agli Atti unici di Campanile, per la regia di Giacomo Cattaneo.

Atti unici

A riflesso dello spirito eclettico della Compagnia figinese, sette diversi testi compongono la miscellanea teatrale della serata, divisa in due atti dedicati rispettivamente a Una moglie nervosa, Dramma di mezzanotte, Acqua minerale, Il biglietto da visita, Il nuovo pensionante e L’occasione da una parte, e il più lungo Delitto a Villa Roung dall’altra. Il pubblico che accede alla sala, del resto, è accolto da un sipario chiuso, come in continuità rispetto al termine della scorsa stagione, coronata dai Fiori d’acciaio per la stessa regia; ogni testo del primo atto vede quindi la cesura del buio in sala, in un montaggio di immagini frenetiche il cui unico raccordo sono gli applausi della platea. Se i diversi pezzi forniscono così delle vere e proprie spinte della Compagnia verso il pubblico, verso l’inizio di un nuovo anno insieme in nome del teatro, con Delitto a Villa Roung il passaggio sembra compiuto: lo spettatore respira la stessa aria degli attori, vive delle loro emozioni ed è, ormai, rapito nell’iperuranio della scena. Read More …

Intervista al regista: Giacomo Cattaneo


a cura di Anna Castoldi

Come ci si sente a presentare il primo spettacolo degli Indirigibili per la nuova stagione?

È una bella responsabilità. I tempi sono stati stretti, soprattutto considerando che, chiudendo con Fiori d’Acciaio la scorsa stagione, ho avuto solo pochi mesi per preparare il nuovo lavoro. Gli Atti unici, del resto, si prestano alla rapidità per loro stessa natura: essendo vari atti brevi con tante persone diverse, abbiamo potuto organizzare le prove in modo funzionale. La scelta di questo testo è dipesa anche dalla voglia di buttarsi al più presto sul palcoscenico e riabbracciare il pubblico

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Discorso sopra agli “Atti unici”


a cura di Anna Castoldi
disturbata da Francesca e Giorgio

Campanile non fu giornalista, romanziere o sceneggiatore, bensì tutte queste cose insieme: non c’è campo che la sua penna non abbia solcato, con l’inchiostro che sgorgava inesauribile dalla sua vena creativa. Si dedicò al teatro con gusto, lasciandoci quel capolavoro disarmante che sono gli Atti Unici. Ora, non chiedetemi quando siano stati scritti: il volume “Atti Unici” non c’è. Si tratta di brevi pezzi da recitare, appunto, in un unico atto, scritti da Campanile in diversi momenti della sua carriera, confluiti ora in questa, ora in quella raccolta. Posso dirvi che Delitto a villa Roung apparse nel 1939 sulla rivista “La lettura”; Acqua minerale si può datare al 1956; L’occasione e Il nuovo pensionante furono pubblicati postumi, nel 1984, in “Ridotto”. D’altra parte, non dobbiamo pensare a un percorso lineare…

BRADIPO GIANSENISTA: scusa, ma io non sono d’accordo. Read More …