La Recensione: “Niente sesso, siamo inglesi”


a cura di Francesca Perissinotto

 

Quattro mani hanno dato alla luce “Niente sesso, siamo inglesi” e quattro mani servono ad applaudire i talenti, diretti dalla visione di Carlo Verga, che hanno animato ieri sera il palco figinese.

Anthony Marriott e Alistair Foot trascinano il pubblico nelle rocambolesche reti di una farsa dai ritmi frenetici e “caldi”: protagonisti della vicenda sono in primo luogo i novelli sposini inglesi Peter e Frances Hunter (Yuri Maritan e Brenda Solenne), i quali, nella speranza di ricevere una collezione di cristalli scandinavi, si ritrovano a dover gestire ben altri tipi di “pacchi” Read More …

La Recensione: “Il colpo della strega”


a cura di Francesca Perissinotto

 

Tante risate e tanta professionalità: questo in sintesi il Teatroindirigibile che si cimenta ne Il colpo della strega di John Graham, portato sulla scena per la regia di Carlo Verga.

L’autore inglese trova la più comune delle scintille per far iniziare la sua storia: Sally Hills (Beatrice Marzorati) approfitta della mancanza del marito Leonard (Andrea Codrignani) per passare un pomeriggio con il neoamante Peter Raven (Paolo Cozza), famoso presentatore televisivo. Il loro progetto è però destinato ad esplodere in una serie di contrattempi e impegni, fraintendimenti che colpiranno gli altri personaggi come un’onda d’urto di intricatissime bugie. Peter è infatti colpito dal famigerato colpo della strega, rimanendo bloccato nella troppo corta vasca da bagno (voluta ovviamente da Leonard, che ha così la sua inconsapevole vendetta); Leonard, anziché sorvolare l’oceano in veste di pilota della British Airways, torna a casa per via di uno sciopero di quarantottore; arriva il non vedente accordatore di pianoforti Protheroe (Matteo Gugliotta); il medico chiamato per lo “sblocco” (Davide Scaccianoce) è impegnato con un parto seguito telefonicamente; si presenta la “passera francese” Annabelle (Antonella Speziali), invitata nell’appartamento ceduto da Peter all’amico Roger; reclama il suo sottomesso il“controllore dell’immagine visiva della BBC” Andrea Standing (Anna Moscatelli). Ognuno di loro implode in potenziali mine vaganti per smascherare i protagonisti; è solo grazie a paradossali malintesi che l’equilibrio sarà mantenuto sino all’ultimo.

La scena rappresenta l’interno dell’appartamento Hills, i cui spazi sono sapientemente divisi attraverso una serie di pedane rialzate e sottolineate da un abile gioco di luci e ombre. Luogo simbolo della vicenda è però la stanza da bagno. Questa è divisa dalle altre stanze da un riuscito effetto di “vedo non vedo”, completamente oscura quando la scena si svolge negli altri ambienti e perfettamente visibile quando l’azione ivi si compie.Nella sua simbolica dimenticanza e ricomparsa, la sala da bagno diviene emblema del moralmente inaccettabile da parte della buona società inglese, da tenere nascosto e inaccessibile agli estranei. Sarà proprio qui che, però, Sally si lascerà andare ed esternerà le sue emozioni circa i fatti della giornata: nel nome della farsa, riderà per non piangere di Peter incastrato nella vasca e piangerà di gioia quando questi riesce a liberarsi.

Sul palcoscenico si distinguono Beatrice Marzorati e Andrea Codrignani. L’elegante Marzorati volteggia tra tacchi, gradini e battute in una poliedrica performance artistica, letteralmente saltando dalla cortesia di padrona di casa, alla tenerezza verso il marito, alla rabbia contro Peter, all’esasperazione per la complessità della vicenda. Andrea Codrignani ben esprime d’altro canto il suo ruolo di vittima, investito dagli equivoci con gli altri personaggi e dalle sue stesse colpe (sarà lui appunto a gestire Annabelle, capo hostess sotto effetto di sonniferi e valium).

Personaggi altrettanto apprezzati dal pubblico sono del resto il dottor Mac Kenzie e l’accordatore Protheroe. Entrambi svolgono il ruolo di intermezzi comici, quasi caricaturali e parodistici. Davide Scaccianoce interpreta infatti un medico scozzese di grande statura, fisica e sociale, eppure caratterizzato da una stridula voce in falsetto che ne banalizza ogni battuta. La figura dell’accordatore è invece più complessa. Dietro ai suoi occhiali neri ed al suo cestino da picnic, Matteo Gugliotta incarna le sembianze di un oracolo della modernità, proferendo sententiae su ogni argomento. Lo stile declamatorio sfruttato per questi enunciati ed il contesto umoristico ne banalizzano però la portata, suscitando poderose risa nel pubblico.

Aspetto fondamentale per la riuscita dell’opera è il ritmo serrato con cui si svolgono le vicende. La compagnia dimostra qui ancora una volta la sua capacità nel portare in scena un testo dai tempi di recitazione complessi, senza però palesare alcuna difficoltà. Sotto l’attenta regia di Verga, le scene si susseguono infatti velocemente e senza interruzioni, prorompendo in un vorticoso scambio di battute e in una coreografia di movimenti di scena che non possono che valorizzare il testo stesso.

Il Colpo della strega si traduce dunque in una vera e propria esplosione di talento e umorismo che investe il sempre più affezionato pubblico. Da non perdere.